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I saluti a san Carlo di don Anselmo Mazzer

Riportiamo il saluto e l’arrivederci a san Carlo espressi, nelle precedenti visite del santo a Sezze nel 1982 e nel 1998,  dall’allora arciprete parroco della Cattedrale, don Anselmo Mazzer, in entrambe le occasioni, in una cattedrale stipata di fedeli fino all’inverosimile.

Sono stati tratti dalla pubblicazione Bentornato, san Carlo! San Carlo a Sezze, Sezze 1999, curata da Massimiliano Di Pastina, edito dal Centro Studi San Carlo da Sezze.

 

 

Il saluto a san Carlo nel 1982

 “ Caro san Carlo, dolce, forte ed incantevole come la tua terra, è venuto il momento della tua partenza: momento in cui se da una parte sperimentiamo il distacco fisico dai tuoi resti mortali, dall’altra parte sappiamo che questo distacco non esiste perché tu  permani glorioso accanto a Cristo Risorto.

   E poi  Gesù-Eucarestia, l’amore più grande della tua vita, lo abbiamo sempre con noi.

   Ti preghiamo: fa che Gesù-Eucarestia sia anche per noi il più grande amore.

   Tu sai quanti altri amori ci distraggono dal regno dei cieli, diminuiscono la nostra capacità di far fruttificare i talenti, smorzano in noi la tensione al servizio, ci rendono opachi nel testimoniare il Vangelo.

   Ti ringraziamo per tutto quello che hai fatto per noi in questi giorni e per tutto quello che farai.

   Ti preghiamo di aiutarci: il male ci tenta da tutte le parti.

   Siamo perseguitati dalla pornografia, dal menefreghismo, dall’ingratitudine magari delle persone più care, della stanchezza nel fare il bene, dalla sottile, ovattata, implicita ma continua e reale diffamazione della fede cristiana, presentata come realtà ormai superata o come qualcosa di cui si può benissimo fare a meno.

   Ti preghiamo: continua a rivolgere verso la tua Chiesa le tue attenzioni. Noi vogliamo continuare a seguire il Signore con slancio e con fiducia, con amore e con fede, con forza e con speranza, sicuri che tu mai potrai dimenticarti della tua Sezze.

   Ciao e prega per noi perché sempre possiamo essere tuoi degni concittadini su questa terra, nell’attesa della patria definitiva dove tu stai con il Padre, il Figlio e lo Spirito santo. Amen.”

Cattedrale di Santa Maria, 12 luglio 1982

don Anselmo Mazzer

 

 

L’Arrivederci a san Carlo nel 1998

 

   “ Ciao, san Carlo! Dirti grazie è il minimo che possiamo fare in questo momento.

   Quante, quante persone in questo periodo sono venute e trovarci! Diciamoci la verità: di alcune neanche speravamo.

   Eppure sono venute in chiesa, si sono fermate, si sono fermate a pregare, ad intuire, forse, con il tuo aiuto, quanto deve essere meraviglioso il nostro Dio, si rende così meravigliose le persone che lo accolgono sul serio, come hai fatto tu, come hanno fatto tutti i santi che oggi contempliamo.

   Ci siamo accorti che il Dio dei cristiani, forse, era un tempo molto meno vivo di quanto si credesse, e oggi è molto meno morto di quanto si dica.

   Merito tuo, san Carlo!

   Tu, ferito dall’Eucarestia, sei venuto a scuoterci dall’indolenza, dall’indifferenza religiosa, dalla difficoltà ad accorgerci dell’amore di Dio, dall’incapacità a vivere la vita di ogni giorno da persone mistiche, cioè da persone che gustano tutta la fecondità battesimale.

   Tu, segno della carità senza limiti, hai saputo così innamorarti del Corpo dato e del Sangue versato da diventare tu stesso Eucarestia, ci hai donato la gioia di condividere la tua stessa passione per l’Eucarestia, perché camminiamo sempre con fiducia e speranza.

   Tu, ricolmo della sapienza che lo Spirito dona solo ai piccoli al di là di ogni misura, ci hai insegnato che la sola cosa che rende bello il nostro vivere, è offrirci, noi spesso impantanati nelle nostre miserie, alle grandezze della misericordia di Dio (per usare una espressione a te cara), è lasciarci affascinare dalla grazia divina che, anche attraverso aridità spirituali, ci fa innamorare della preghiera e della possibilità di essere per i fratelli i canali dell’amore di Dio.

   Grazie, san Carlo!

   Entrando in chiesa, ora che ci eravamo abituati alla tua incantevole presenza, ci mancherà qualcosa. Ma tu ancora ci spingerai verso ciò che in chiesa è più importante: il tabernacolo, lì dove c’è Gesù, li dove c’è il Tutto, il Tutto della tua vita, il Tutto della nostra vita.

   Aiutaci a seguire i tuoi esempi, perché anche oggi, ricchi della vera sapienza che viene dall’alto, possiamo anche noi incantare tanti fratelli certamente non cattivi, ma sbandati si, o comunque impossibilitati a trovare quello che i tuoi contemporanei hanno trovato in te, san Carlo.

   Benedici il nostro vescovo, benedici la tua Sezze, benedici noi tutti, specialmente coloro che soffrono per qualsiasi motivo, perché la tua venuta lasci un segno indelebile nel tuo cuore, affinchè nelle vicissitudini della vita possiamo vivere sempre la comunione con Cristo, nostra unica speranza.

   Ciao, san Carlo!”

Cattedrale di Santa Maria, 1 novembre 1998

don Anselmo Mazzer

 

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