Il restauro delle edicole votive

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Per informazioni, contattare il
Centro Studi "S. Carlo da Sezze"
via Piagge Marine, 39
04018 SEZZE (LT)
sancarlodasezze@sancarlodasezze.it

 

 

 

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Il restauro delle edicole votive
Il Centro studi "S. Carlo da Sezze" nell'intento di diffondere la figura del santo concittadino, il suo carisma e le sue opere, fino ad oggi si è contraddistinto anche nella collaborazione con enti e scuole in una serie di iniziative, nell'impegno di salvaguardia delle tradizioni religiose culturali e artistiche, ha collaborato con le varie istituzioni civili  e religiose. 
Con l'assessorato alle politiche per la promozione della cultura e dello sport della Regione Lazio, attraverso gli interventi delle attività culturali per gli anni 1999/2000 è stato possibile realizzare il progetto "Edicole votive. Sezze attraverso le edicole votive tra arte, cultura e tradizione" che vede il suo completamento con l'apposita pubblicazione.
Le edicole votive nella loro genuina espressione artistica, incastonate tra i muri dei vicoli e delle vie del centro storico nonché nelle periferie, sono esempi di arte minore e libertà concreta di vivere la religiosità da parte del popolo. Presenti fin dall’antichità, in epoca romana conosciuti come aediculae (nicchie) eretti in onore delle divinità pagane (lares), durante l’affermarsi del cristianesimo, nell’edicola venivano collocate le figure dei martiri e dei santi, e in seguito la Madonna diventò la figura più adorata della devozione popolare.
A Sezze, l’edicola segue lo stesso percorso storico di quelle napoletane, edificate senza alcuna prova di miracolo. A testimonianza quindi, di un centro che vive la quotidianità nei suoi molteplici aspetti, le Madonnelle, giudici della religiosità delle donne e della loro coscienza. Nel centro storico sono presenti in numero interessante, molte sono andate perdute e altre necessitano di un restauro urgente. Le edicole votive di Sezze si distribuiscono nelle vie intorno le principali chiese, quasi a delineare un confine della spiritualità e definire il percorso delle processioni. La loro diffusione dipende anche dalla presenza in loco di artisti quali: Giovanni Baratta (1870 1948) e Vincenzo Albanesi (l883 1973) che seguivano la moda del momento.
La scelta di restaurare queste cinque edicole è dipendente dal loro stato conservativo e nel rispetto di un percorso che conduce alla Cattedrale di Santa Maria, per arrivare a Santa Parasceve e risalire verso la chiesa dei Santi Pietro e Paolo.
Edicola n° 1
Madonna del Sacro Cuore
via San Carlo, inizio porta Gioberti
L’Edicola è inserita sul cantone del palazzo che fu del vescovo Ercole Boffi fino al 1898. Testimonianza di un ex voto degli antichi proprietari, contiene una cornice in legno con all’interno una stampa rettangolare della Madonna del Sacro Cuore. L’abito bianco e il manto azzurro, il capo reclinato con gli occhi verso il basso sono classici della Madonna del Sacro Cuore.
Edicola n° 2
Madonna del Sacro Cuore 
via G. Matteotti
In prossimità della chiesa della S. Famiglia, l’edicola si presenta con un dipinto della Madonna del Sacro Cuore del pittore Vincenzo Albanese come da firma apposta in data 8 gennaio 1900. Nei toni caldi e luminosi l’artista, avendo forse copiato il soggetto da una stampa, ha cercato con tecnica e maestria di caratterizzare il volto della Madonna che dolcemente riporta i tratti tipici delle donne setine di quel tempo.
Edicola n°3
Madonna Immacolata
via Corradini, angolo scalelle della Piazza
Collocata in una nicchia decorata e chiusa con sportelletto, l’Immacolata con le dodici stelle e il serpente in una statua in gesso si trova in uno degli angoli più suggestivi del centro, tra la Cattedrale Santa Maria e i due vicoli a scalinate che nascondono tra i vicoletti e i cortili altre incantevoli edicole.Oggi la statua si presenta nel suo originale colore: l’edicola è caratteristica anche per i fiori in giallo presenti dall’ultimo restauro nella ricerca del pittore, di un effetto cromatico particolare.
Edicola n° 4
Madonna Addolorata
via Corradini, chiesa S. Parasceve
Il dipinto su lamiera è da attribuire al pittore Giovanni Baratta (1870-l948) come anche l’altra poco più avanti nella casa all’angolo di palazzo Tamburini, incrocio via Cavour, ricordata come la Madonna delle Anime Sante. L’edicola n° 4 è stata collocata nel 1907, come “gesto di testimonianza dell’affidarsi alla maternità della Madre di Dio” da parte della giovane sposa che vi abitava.
Edicola n° 5
Madonna del Buon Consiglio
via Orfanotrofio (dietro il Palazzo del Comune)
L’edicola caratteristica per il baldacchino in legno è posta ad angolo tra via Orfanotrofio e via E. Orlando, in una delle facciate dell’antico palazzo Pitti. Nascosta sotto il baldacchino una sinopia affascinante per la tenerezza del volto della Madonna con il Bambino Gesù, tema ripreso dalla pittura in lamiera il quale autore, non è definibile per i diversi restauri subiti. La collocazione potrebbe trovare una giustificazione nell’ipotesi di un controllo del vicolo sia per protezione che per indicare la retta via, presente, infatti, un’antica osteria proprio di fronte alla Madonna con Bambino.