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L’altare del Crocifisso
L’altare di cui parliamo si trova sulla navata laterale di sinistra della cattedrale: conserva il prezioso Crocifisso di legno del XVII secolo, creduto opera di fr. Vincenzo da Bassiano ma più probabilmente attribuibile a fr. Paolo da Val di Noto.
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San Carlo vi si fermava spesso in preghiera: “prima di uscire di casa per le cose che dovevo fare, mi recavo, prestissimo, per mia devozione, nella chiesa maggiore di Sezze, che si chiama S. Maria, a pregare davanti un Crocifisso, molto antico, che si trova nella prima cappella entrando a sinistra: lì mi trattenevo un po’ di tempo, rinfrancandomi nostro Signore con la sua divina consolazione con la preghiera di raccoglimento: mi rinnovavo tutto nell’anima, nella devozione e nella composizione interna (21)”. E in effetti, davanti a questa immagine Giancarlo Marchionne prese congedo dalla sua città il giorno in cui, lasciata Sezze, si recò a Roma per essere ricevuto tra i frati minori: “La mattina, prestissimo, dopo essere stato alla chiesa maggiore a pregare davanti il Crocifisso che ho già ricordato, con la benedizione di mio padre e di mia madre uscii per l’ultima volta da quella città dove tanto avevo offeso il Signore, e mi trasferii a Roma (22)”.
* Il testo è stato tratto da “Sezze: i luoghi di san Carlo” – Associazione culturale Ars Antiqua – Sezze 2002. Il volume, edito con il patrocinio dell’Archivio capitolare della cattedrale – Sezze e dell’ Ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici di Latina, è stato ideato e realizzato da don Massimiliano Di Pastina, con testi di Clemente Ciammaruconi, Massimiliano Di Pastina e Isabella De Renzi. (21) Carlo da Sezze, Le grandezze, f. 28r, in Di Pastina, La forza dell’umiltà, p.63. (22) Carlo da Sezze, Le grandezze, f. 47r, in Di Pastina, La forza dell’umiltà, pp. 157-76. * Le foto sono state tratte da “Sezze: i luoghi di san Carlo” |
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