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L’altare del Crocifisso

L’altare di cui parliamo si trova
sulla navata laterale di sinistra della cattedrale: conserva il prezioso
Crocifisso di legno del XVII secolo, creduto opera di fr. Vincenzo da Bassiano
ma più probabilmente attribuibile a fr. Paolo da Val di Noto.
* * *
San Carlo vi si fermava spesso in
preghiera:
“prima di uscire di
casa per le cose che dovevo fare, mi recavo, prestissimo, per mia devozione,
nella chiesa maggiore di Sezze, che si chiama S. Maria, a pregare davanti un
Crocifisso, molto antico, che si trova nella prima cappella entrando a sinistra:
lì mi trattenevo un po’ di tempo, rinfrancandomi nostro Signore con la sua
divina consolazione con la preghiera di raccoglimento: mi rinnovavo tutto
nell’anima, nella devozione e nella composizione interna (21)”.
E in effetti, davanti a questa
immagine Giancarlo Marchionne prese congedo dalla sua città il giorno in cui,
lasciata Sezze, si recò a Roma per essere ricevuto tra i frati minori:
“La mattina,
prestissimo, dopo essere stato alla chiesa maggiore a pregare davanti il
Crocifisso che ho già ricordato, con la benedizione di mio padre e di mia madre
uscii per l’ultima volta da quella città dove tanto avevo offeso il Signore, e
mi trasferii a Roma (22)”.
* Il testo è stato
tratto da “Sezze: i luoghi di san Carlo” – Associazione culturale
Ars Antiqua – Sezze 2002. Il volume, edito con il patrocinio
dell’Archivio capitolare della cattedrale – Sezze e dell’ Ufficio diocesano per
i beni culturali ecclesiastici di Latina, è stato ideato e realizzato da don
Massimiliano Di Pastina, con testi di Clemente Ciammaruconi, Massimiliano Di
Pastina e Isabella De Renzi.
(21) Carlo da
Sezze, Le grandezze, f. 28r, in Di Pastina, La forza dell’umiltà,
p.63.
(22) Carlo da
Sezze, Le grandezze, f. 47r, in Di Pastina, La forza dell’umiltà,
pp. 157-76.
* Le foto sono
state
tratte da “Sezze: i luoghi
di san Carlo”
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