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La forza dell’Umiltà -Dagli scritti di san Carlo da Sezze- Di Massimiliano Di Pastina Il libro è stato presentato domenica 4 ottobre 1998 da don Anselmo Mazzer all’interno di alcuni eventi che hanno caratterizzato gli appuntamenti spirituali e culturali del 350° anniversario della stimmatizzazione
presentazone di fr. Giacomo Bini, ofm, ministro generale dei frati minori.
PRESENTAZIONE San Carlo da Sezze fa parte di quella schiera di frati francescani che, nel nascondimento e nell'umiltà della loro vita di ogni giorno, hanno scelta la configurazione radicale a Cristo povero, casto e obbediente secondo la forma di vita suggerita dallo Spirito a Francesco di Assisi. Carlo da Sezze ci rammenta che non è sufficiente soltanto credere in Gesù: occorre amarlo sul serio. E lui ha fatto di questo amore una scelta concreta, nelle situazioni più disparate della sua vita cristiana e francescana, di cui i brani dell'autobiografia e degli altri scritti spirituali qui raccolti danno un saggio abbastanza completo. Ha capito, san Carlo da Sezze, che l’amore concreto per Cristo passa nelle cose quotidiane, semplici, nel radicamento autentico alla spiritualità del Poverello che, morendo, ha indicato ai suoi frati lo stile profetico affidato alla sua fraternità: ricercare perennemente,cioè valori alternativi a quelli del mondo, che siano realmente in continuità con i valori evangelici. Anche in situazioni difficili, fr. Carlo da Sezze è stato continuamente attento, nelle varie fraternità in cui è stato di famiglia, a lavorare nel costruire accoglienza, comunione, missione intesa come presenza, ascolto e dialogo. E non è stato sempre facile per lui, povero fratello laico in un periodo della storia dell’ordine in cui questa stato era sinonimo di bassezza, di umiliazione e di inettitudine, essere testimone autentico di queste qualità fondamentali per un frate minore. Ma c'è riuscito, forse,meglio degli altri, con la sua vita fatta di incoraggiamento,di dialogo durante la questua, di produzione letteraria semplice ma, proprio per questo,diretta, incisiva, penetrante. Per l'ordine dei frati minori, che nel sessennio 1997-2003, su invito del definitorio generale, è impegnato nell'attuazione del documento del capitolo generale del 1997, è il momento di puntare decisamente su alcune scelte prioritarie allo scopo di vivere la propria vocazione in modo autentico. Infatti, questo nostro tempo che il Signore ci dona avrà il senso e la forma di un kairòs, di un tempo salvifico, nella misura in cui sapremmo vivere alla maniera dei frati come san Carlo da Sezze: nella consapevolezza, cioè, di doversi lasciare portare da Dio, come amava ripetere il santo di Sezze, riscoprire ogni giorno di più che lui è un Padre buono che cerca continuamente i suoi figli. I “tempi forti” della storia dell'umanità - e quello stiamo vivendo è uno di questi - hanno bisogno di punti di orientamento sicuri. Anche Carlo da Sezze può aiutarci a qualificare il nostro essere semplicemente cristiani, nel coltivare lo spirito di preghiera, nel costruire la comunione di vita con chi ci sta accanto,nell’incarnare uno stile di “minorità” e di solidarietà, nel vivere, infine, la missione e l’evangelizzazione come realtà che ci riguardano di persona. Anche gli scritti qui raccolti nella misura in cui ci restituiscono un san Carlo più “umano”, meno preconfezionato e più a misura nostra, ci aiutano a riscoprire la santità e il carisma francescano come memoria del dono fatto da Dio alla Chiesa e al mondo nella persona di Francesco d’Assisi, come chiave di lettura per comprendere le situazioni contemporanee, come stimolo per essere, in quanto seguaci del Cristo Signore, seminatori di gioia e profeti di speranza; alla maniera di san Carlo da Sezze, cioè in letizia e in umiltà. Roma, dalla Curia generalizia dell'ordine, 17 settembre 1998 festa delle stimmate di san Francesco fr. Giacomo Bini, ofm ministro generale dei frati minori |
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