Centro studi "S. Carlo da Sezze"
150 Anni dell'Unità
d'Italia
Trafitto dall' Eucaristia
V Rassegna
Polifonica "L'Attesa"
Conferenza San
Carlo da Sezze...
Mostra Iconografica sulla
Natività
Presepe Artistico
San Carlo e il suo
paese…Sezze
"Le vie di Roma nella Regione Lazio"
Per informazioni e adesioni, contattare il
Centro studi "S. Carlo da Sezze" via Piagge marine, 39
04018 SEZZE (LT)

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Il cardinale Martins nella sua intensa e
sentita omelia, alla presenza, anche, del sindaco Lidano Zarra, ha inviato
un messaggio forte alla comunità setina , ricordando i suoi santi ed
invitando a stringersi attorno alle figure di coloro che potrebbero
diventarlo, prima fra tutte quella del Cardinale Pietro Marcellino Corradini,
cui sta lavorando intensamente la Congregazione diretta dallo stesso
porporato (postulatore della causa è Padre Paolo Lombardo mentre si occupa
della redazione della Positio super virtutibus don Massimiliano Di
Pastina), la stessa che recentemente ha condotto in dirittura d’arrivo i
processi di canonizzazione di Padre Pio e di Madre Teresa di Calcutta.

Il porporato ha messo in risalto le
qualità dei patroni di Sezze e della Diocesi, in particolare del fraticello
setino, l’umiltà, l’obbedienza, la pietà serafica e l’amore verso il
prossimo, nonché quei doni straordinari che aveva avuto da Dio, tra i quali,
in particolare quelli del consiglio e della scienza infusa, che gli
permisero di attendere ad una straordinaria produzione ascetico-letteraria,
impossibile stando al solo corso degli studi da lui compiuti.
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CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA
IN ONORE DEI SANTI PATRONI
DELLA DIOCESI E DELLA CITTÀ
DI SEZZE (LATINA)
OMELIA DEL
CARD. JOSÉ SARAIVA MARTINS
Basilica
concattedrale di S. Maria (Sezze)
Sabato, 3 luglio 2004

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1. È con intima gioia che
oggi mi trovo insieme a voi, carissimi fedeli di Sezze, in questa antica e bella
basilica, chiesa-madre della comunità cristiana di questa città. Ci
riconosciamo, è vero, ospiti e pellegrini sulla terra, ma durante questa
Eucaristia gustiamo in anticipo quella luce splendente che è nostra eredità,
perché grazie all'intercessione dei nostri patroni, i santi Lidano e Carlo da
Sezze, possiamo rallegrarci del fatto che anche i nostri "nomi sono scritti nei
cieli" (Lc 10, 20).
2. In ascolto della Parola
di Dio, abbiamo compreso che essere cristiani significa innanzitutto costruire
quella "civiltà della gioia" di cui ci ha parlato il profeta Isaia nella prima
lettura (Is 66, 10-14c): "Gioirà il vostro cuore, le vostre ossa saranno
rigogliose come erba fresca. La mano del Signore si farà manifesta ai suoi
servi"; un invito alla gioia che significa prima di tutto accoglienza della
misericordia di Dio, del suo amore che inizia sempre di nuovo, e che quindi
diventa forza capace di ricostruire le nostre vite spesso aride, deluse,
combattute tra la fedeltà al vangelo e il compromesso con ciò che ci è comodo.
Guardiamo a san Lidano d'Antena,
nostro patrono: abbandonato il paese natale e fattosi monaco a Monte Cassino,
lasciò le mura sicure del cenobio benedettino e, recatosi dal vescovo di Sezze
Pollidio nel 1046, ottenne il permesso di edificare ai piedi della città il
monastero di S. Cecilia, luogo da cui si irradiò la sua opera di
evangelizzazione e di bonifica del territorio, sintesi mirabile dell'"ora et
labora" benedettino. Dalla sua tenacia, fecondata dall'ascolto quotidiano della
Parola di Dio, una terra prima paludosa, regno della malaria e della morte,
venne restituita alla vita ed alla fecondità.
Dove abita la sfiducia, lo
scetticismo, la noia della vita ed il sentirsi "vinti" rispetto alle potenze del
mondo, ci sorprende ogni giorno la fiducia nella misericordia di Dio, nel suo
sguardo d'amore, che diviene antidoto contro ogni scetticismo, forza di
ricostruzione di vite deluse e prigioniere del peccato.
Nel brano della lettera
scritta da san Paolo ai cristiani della Galazia, l'apostolo dichiara di portare
nel suo corpo i segni visibili della predicazione del vangelo (cfr Gal 6,
17): anche qui, la fiducia nella bontà di Dio ha sopportato sofferenze, fatiche,
disturbi, pur di predicare il vangelo. Noi che abbiamo a volte paura di esporci
in prima linea, che forse talvolta ci vergogniamo di testimoniare la bellezza di
seguire il Signore in ogni scelta della nostra vita, come possiamo oggi rimanere
insensibili di fronte alla testimonianza di san Paolo e di san Carlo da Sezze: anche
lui, uno dei frutti più belli di questa terra risanata dall'opera di san Lidano,
ha portato nella carne i segni visibili del vangelo che ha vissuto in maniera
eminente: la stimmata al cuore, ricevuta prodigiosamente nella chiesa romana di
san Giuseppe Capo le Case, nel 1648, per cui oggi san Carlo è l'unico santo
nella storia della Chiesa ad aver ricevuto questo segno dell'amore di Dio
direttamente dall'Eucaristia.
3. Alla fine del vangelo
appena proclamato Gesù invita i suoi discepoli a rallegrarsi non tanto per le
opere compiute, ma per il servizio reso alla causa del Vangelo (cfr Lc
10, 20). Li aveva inviati "a due a due" (Lc 10, 1), in una situazione di
inferiorità e di poca visibilità, ma proprio questo "stile" di Gesù ci ricorda
che non è l'attivismo sterile che edifica la Chiesa, che la rende feconda nella
santità e nella evangelizzazione: è infatti la forza di Dio che opera negli
evangelizzatori, quella forza che san Carlo ha attinto così mirabilmente
dall'Eucaristia e che il Santo Padre ha voluto porre, per il prossimo anno, al
centro della riflessione di tutta la Chiesa.
Anche noi guardiamo alla
messe sovrabbondante, che ha bisogno dell'opera di molti operai (cfr Lc
10, 2); e voi, miei cari figli di Sezze, potete tutti lavorare nel campo della
Chiesa, perché aiutati e preceduti da due operai d'eccezione, i nostri patroni
san Lidano e san Carlo: è questo, ne sono sicuro, lo "stile" con cui la comunità
cristiana che vive in questa città collabora oggi all'opera di evangelizzazione,
in un contesto più ampio che, come ha invitato a fare il vostro Vescovo Giuseppe
Petrocchi durante la recente visita pastorale alle parrocchie di Sezze, coglie
come prioritario il sentirsi una sola Chiesa con le comunità sorelle di
Latina, di Priverno e di Terracina.
4. Questa antica comunità
cristiana, oltre san Lidano e san Carlo, vanta numerosi altri concittadini che
hanno incarnato il vangelo in ogni scelta della loro vita: oltre alla martire
Elide Rosella (1920-1944), uccisa durante la seconda guerra mondiale per
resistere a chi voleva farle offendere il Signore, mi fa piacere ricordare
quelli di cui la Chiesa ha iniziato il processo di canonizzazione: la venerabile
Caterina Savelli (1628-1691), una mistica dalla forte carica spirituale, che
seppe unire la contemplazione del Signore ad una intensa attività in mezzo alla
gente; il venerabile Bonifacio da Sezze (1747-1799), francescano, emulo di san
Carlo nella povertà e nell'aiuto alle classi più bisognose, il cui corpo è stato
traslato cinque anni fa in questa cattedrale; il servo di Dio Cardinale Pietro
Marcellino Corradini (1658-1743), gemma dell'ordine episcopale e del collegio
cardinalizio, che sviluppò una pionieristica attività a favore della gioventù
femminile, attraverso la fondazione a Sezze - nei locali dell'odierno omonimo
Conservatorio - della congregazione delle Convittrici della S. Famiglia,
rapidamente diffusasi a Napoli, a Perugia, in Sicilia e da qui - ove è oggi la
casa generalizia delle sue religiose - allargatasi ormai in Europa, in Africa ed
in America.
Siamo figli di santi,
possiamo oggi ripetere orgogliosamente!
Per continuare ad esserlo,
occorre incarnare in ogni nostra scelta il vangelo della misericordia e
camminare sicuri per le strade della nuova evangelizzazione, come ci hanno
insegnato a fare i settantadue discepoli di Gesù, da lui inviati "davanti a sé
in ogni città e luogo dove stava per recarsi" (Lc 10, 1). Del resto, il
Santo Padre Giovanni Paolo II ha scritto recentemente che "la santità di
ciascuno contribuisce ad accrescere la bellezza del volto della Chiesa, Sposa di
Cristo, favorendo l'accoglienza del suo messaggio da parte del mondo
contemporaneo".
Siamo chiamati noi, proprio
ognuno di noi, a continuare oggi, nel tempo e nella storia, questa missione di
Gesù, per coinvolgere tutti gli uomini e le donne che il Signore pone sulla
nostra strada nel suo mirabile disegno di amore e di salvezza: ripetiamo oggi,
insieme a san Lidano e a san Carlo da Sezze, che è bello essere cristiani, che
ci dà pace servirlo nella sua Chiesa, che ci fa trovare pienezza di senso essere
uomini e donne secondo il suo disegno.
Celebrazione eucaristica Omelia del Card. Saraiva 3 luglio 2004 Visita del Card. Saraiva Martins Processione dei santi patroni Mostra documentaria dei SS. patroni Dono del Centro Studi Cardinale Josè Saraiva Martins |
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