Centro studi "S. Carlo da Sezze"
150 Anni dell'Unità
d'Italia
Trafitto dall' Eucaristia
V Rassegna
Polifonica "L'Attesa"
Conferenza San
Carlo da Sezze...
Mostra Iconografica sulla
Natività
Presepe Artistico
San Carlo e il suo
paese…Sezze
"Le vie di Roma nella Regione Lazio"
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Centro studi "S. Carlo da Sezze" via Piagge marine, 39
04018 SEZZE (LT)

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San
Carlo da Sezze

7 gennaio
solennità a
Sezze - festa in diocesi
Nato
a Sezze il 22 ottobre 1613 da Ruggero Marchionne e da Antonia Maccione,
contadini di grande religiosità e di buona condizione, Giancarlo fu battezzato
il 27 di quello stesso mese, come risulta dall'atto di battesimo tuttora
conservato nell'Archivio capitolare della cattedrale di S. Maria. Per gravi
incomprensioni con il maestro dovette sospendere gli studi elementari: fece il
pastore e poi il contadino. A diciassette anni emise il voto di castità
perpetua in onore della Vergine e, qualche tempo dopo, chiese di essere ricevuto
nella provincia romana dell'ordine dei Frati minori; contro il parere dei
genitori e dei parenti che lo avrebbero voluto sacerdote, Giancarlo preferì
rimanere semplice religioso, senza accedere agli ordini sacri: vestito,
pertanto, l'abito dei Frati minori nel convento di Nazzano il 18 maggio 1635,
dopo aver superato molte difficoltà emise la professione religiosa nel 1636 con
il nome di fr. Carlo da Sezze. Risiedette successivamente nei conventi di S.
Maria Seconda in Morlupo, di S. Maria delle Grazie in Ponticelli, di S.
Francesco in Palestrina, di S. Pietro in Carpineto Romano, di S. Pietro in
Montorio e di S. Francesco a Ripa in Roma; tra il 1640 e il 1642 dimorò per
breve tempo nei conventi di S. Giovanni Battista al Piglio e in quello di S.
Francesco in Castelgandolfo. Nell'ottobre del 1648, partecipando alla
celebrazione eucaristica nella chiesa di S. Giuseppe a Capo le Case in Roma, al
momento dell'elevazione, ricevette dall'ostia consacrata - unico
santo nella storia della Chiesa - la stimmata al cuore.
Impiegato negli uffici propri del suo stato - cuoco, ortolano,
portinaio, questuante e sagrestano - Carlo si distinse per
l'umiltà, l'ubbidienza, la pietà serafica e l'amore verso il prossimo,
riuscendo ad unire alla più intensa vita interiore e contemplativa una
instancabile attività caritativa e apostolica che lo condusse a Urbino, a
Napoli, a Spoleto e in altre città.
Laici, sacerdoti, religiosi, vescovi, cardinali e pontefici si giovarono
dell'opera di fr. Carlo, che aveva avuto da Dio doni straordinari, tra i quali,
in particolare, quelli del consiglio e della scienza infusa, che gli permise di
attendere ad una straordinaria produzione ascetico-letteraria, impossibile
stando al solo corso degli studi da lui compiuti. Ad Alessandro VII, che lo
interrogava su Girolama Spada, giustiziata come eretica a Campo de' Fiori il 5
luglio 1659, Carlo rispose che non si era mai recato a casa della donna, sapendo
che in lei non v'era nulla di buono. Clemente IX lo inviò a Montefalco per
esaminarvi lo spirito di una monaca, falsamente ritenuta santa. Carlo predisse
il pontificato romano ai cardinali Fabio Chigi (Alessandro VII), Giulio
Rospigliosi (Clemente IX), Emilio Altieri (Clemente X) e Gianfrancesco Albani
(Clemente XI).
Dopo la morte, avvenuta il 6 gennaio 1670 a S. Francesco a Ripa, comparve sul
petto di Carlo una stimmata, che fu riconosciuta di origine soprannaturale da
un'apposita commissione medica e fu addotto come uno dei due miracoli richiesti
per la beatificazione.
I processi canonici, iniziati poco dopo la morte,
subirono notevoli ritardi dovuti a contingenze storiche. Clemente XIV dichiarò
l'eroicità delle virtù il 14 giugno 1772; Leone XIII, con breve del 1°
ottobre 1881, lo beatificò il 22 gennaio 1882, e il beato Giovanni XXIII lo
canonizzò il 12 aprile 1959.
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Le sue opere
"Scrittore senza lettere", S. Carlo scrisse opere di altissimo valore, stupendo i più insigni
teologi del tempo.
Nonostante Carlo abbia una istruzione elementare e trascorra gran parte del
tempo nel disimpegno degli uffici più umili della comunità, attraverso
replicati permessi e proibizioni dei superiori, dal 1644 in poi, sia in campo
ascetico che in quello mistico, scrive oltre trenta opere; alcune vengono edite
durante la sua vita, altre vedranno la luce solo dopo la sua morte. Fr. Carlo da
Sezze non scrive mai per vanità, ma sempre su richiesta di amici, del
confessore ed anche per suggerimento divino; la sua lingua e semplice, intrisa
di espressioni dialettali e spesso sgrammaticata, ma le sue opere riscuotono
sempre grande plauso e sono immuni da sbavature seicentesche.
Carlo
scrive delle sue esperienze mistiche con la massima spontaneità; la sua
dottrina è sempre molto originale, anche se in parte influenzata dalle opere di
san Bonaventura da Bagnoregio, san Pietro d’Alcantara, santa Teresa d’Avila
e san Giovanni della Croce.
Le sue opere sono tuttavia attuali ancor oggi e dense di
insegnamenti religiosi e riflessioni filosofiche.
Tra le tante ricordiamo le principali:
-
Il trattato delle tre vie, in cui illustra le tre vie: purgativa, illuminativa e unitiva,
attraverso le quali il Signore gli indicò il suo percorso spirituale.
-
Cammino interno dell'anima, ove descrive le varie tappe
dell'anima verso la perfezione
-
Novena del Santo Natale
-
Novena della Natività di Maria
-
Sacro Settenario
-
Discorso sopra la vita di Gesù Cristo
-
Le grandezze delle misericordie di Dio
Molti dei suoi scritti devono ancora essere pubblicati.
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Ricorrenze
6 gennaio 1670-2004:
334° anniversario della morte
12 aprile 1959-2004: 45° anniversario della canonizzazione
18 maggio 1635-2004: 369° anniversario della professione
religiosa
22 ottobre 1613-2004: 391° anniversario della nascita
ottobre 1648-2004: 356° anniversario della
stimmatizzazione
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