San Lidano d'Antena

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SAN Lidano d’Antena

patrono di Sezze e della diocesi

 
San Lidano nacque ad Antena  - l’attuale Civita d’Antino, in diocesi di Sora -  quasi certamente nel 1026; a nove anni fu ricevuto nel monastero benedettino di Montecassino. Morti i genitori e divenuto condomino della sua cittadina, una parte del patrimonio familiare venne alienata e il ricavato, con il consenso dell’abate Richerio I, destinato alla fondazione di una comunità monastica ai piedi del monte Antoniano, nel cuore delle paludi Pontine, dove Lidano si insediò nel 1046: ivi l’abate visse per settantadue anni; la zona conserva ancora la denominazione di Quarto S. Lidano.
Morì nel 1118 e fu sepolto nella chiesa del suo cenobio, dove il suo corpo rimase fino alla distruzione della basilica avvenuta durante la lotta tra Federico II e il papato, quando venne traslato nella cattedrale di Sezze per volontà del vescovo Drusino. 
Nel 1312 la maggiore delle campane della cattedrale, tuttora esistente, venne dedicata al santo patrono; nel 1473 il magistrato della città s’impegno con atto notarile a donare ogni due anni ai Canonici della cattedrale, in onore di san Lidano, un calice d’argento. 
Leone X (1513-1521) ne confermò il culto e disciplinò la festa stabilita dagli statuti della città. Nel 1606 avvenne la ricognizione delle reliquie: su di esse venne elevato un nuovo altare, completato nel 1672 con una tribuna di legno dorato, opera dell’intagliatore francese Jean Poiret di Nancy.
S. Carlo portava sempre con sè una reliquia di san Lidano e con essa, dietro apposita richiesta del pontefice, benedisse l’infermo Clemente IX (1667-1669). 
Pio VI (1775-1799) con rescritto della sacra Congregazione dei riti del 9 aprile 1791 concesse l’ufficiatura propria del patrocinio, della traslazione (18 giugno) e della solennità del transito (2 luglio).

 

La più antica immagine del patrono di Sezze è contenuta in un codice del sec. XIV conservato nell’Archivio capitolare della cattedrale, che ne narra la vita. La raffigurazione del santo, già libera dallo schema bizantino, fa sospettare una mano di scuola giottesca e presenta Lidano in tunica bianca, con il libro della regola nella mano destra e nella sinistra il pastorale. Sopra la tunica spicca lo scapolare nero, con un cappuccio che ricopre la testa. 

 

Motivi devozionali, riguardanti il santo, figurano nelle due incisioni in rame di un anonimo del 1614 e su una tela del pittore danese Christian Zahrtmann, che ritrae in forma impressionistica la processione di san Lidano nella città natale. 
 
Vincenzo Venditti (1914- 1986)
(dalla voce Lidano d'Antena, in Bibliotheca sanctorum,
vol. 8, Roma 1967, coll. 41-43)
Santa Veneranda Parasceve
San Lidano d'Antena
San Carlo da Sezze
Venerabile Caterina Savelli
Servo di Dio P. M. Corradini
Venerabile Bonifacio da Sezze
 

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