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Sezze vive forti momenti di fede con il ritorno di San Carlo.
Domenica 19 Aprile 2009 è stata una giornata di gaudio per la città che neanche la pioggia costante ha potuto oscurare, continuazione della profonda emozione vissuta sabato 18 Aprile giorno del ritorno di S. Carlo a Sezze, sua città natale, per il 50° anniversario della sua canonizzazione. E’ stato un trionfo di fedeli ad accoglierlo sia alle Porte della Città sia in Cattedrale. La Porta orientale l’ha accolto con i saluti dei Sindaci delle Città di Sezze, Civita d’Antino, Bassiano e Roccagorga e delle autorità civili, delle autorità religiose e delle confraternite, del Centro Studi S. Carlo da Sezze, dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri e dai fedeli tutti e con il saluto della banda musicale. La Porta principale della Città l’ha accolto con acclamazioni e lancio di petali di fiori al Suo passare, scortato con regale solennità dai carabinieri in grande uniforme, in particolare poi, in via S. Carlo da Sezze, via che ha visto nascere il Santo, è stato commovente vedere con quanto amore è stato accolto con bandiere, paramenti alle finestre e piccoli altarini votivi agli angoli delle strade tanto graziosi. Molto commovente la partecipazione dei fedeli in una Cattedrale da anni mai così affollata. La Messa , concelebrata da dodici sacerdoti e presieduta dal vescovo diocesano mons. Giuseppe Petrocchi, è stata molto sentita. ![]() Il vescovo ha avuto belle parole per S. Carlo, con piccoli accenni alla vita del Santo e ai doni spirituali che egli aveva avuto da Dio, ha ricordato che S. Carlo è patrono di tutta la Diocesi Pontina e, rivolto ai cittadini setini in particolare, ha detto di dover essere orgogliosi di avere questo Santo il primo stigmatizzato dall’Eucarestia e, concludendo, che la Città di Sezze con i Santi che ha è un Città benedetta. Il parroco della Cattedrale, don Luigi Libertini, era molto commosso come noi tutti fedeli eravamo commossi in modo unanime. Questa commozione si è prolungata domenica 19 con l’apertura della casa natale di S. Carlo. Sin dalla mattinata c’è stato un incessante pellegrinaggio di fedeli, provenienti sia dalle città vicine sia dalla città di Sezze, venuti a visitare la sua casa natale. Tra i primi visitatori due pulman di turisti provenienti da Latina i cui componenti mi hanno detto di essere stati prima alla Messa in Cattedrale e poi sono venuti alla casa natale di S. Carlo. Tante persone erano di Roma e sono rimaste colpite dalla vita di umiltà vissuta da S. Carlo e hanno detto che una volta tornati a Roma sarebbero andati in visita alla chiesa di S. Francesco a Ripa in Trastevere , la sua casa come amava dire S. Carlo quando tornava lì dai suoi pellegrinaggi nei vari conventi. Tra le tante persone una signora mi ha detto: “io ho conosciuto S. Carlo visitando la Cattedrale questa mattina. Mi ha ispirato simpatia e sono venuta qui, nella sua casa natale, per conoscerlo un po’ di più. Uscendo da questa casa torno in Cattedrale”. Ecco la guida con la narrazione della vita del Santo, fa conoscere aspetti significativi della vita del Santo e come si dice attraverso le opere dei Santi si capiscono le Sacre Scritture, attraverso la vita di S. Carlo intessuta di semplicità, umiltà e fede in Dio, si comprende il messaggio del Vangelo. Si è manifestata una forte curiosità di vedere la casa dove è nato, vi erano persone che dopo aver ascoltato la vita di S. Carlo erano gioiose e commentavano: “come è bella questa casa, come si sta bene qui!”. In effetti la casa natale di S. Carlo è di una umiltà francescana.
Tutta la giornata è stato un susseguirsi di visite , persone che avevano pregato in Cattedrale davanti le sue spoglie mortali e poi venivano a rendergli omaggio nella sua casa natale, persone che visitavano prima la casa natale e poi la Cattedrale. In un certo qual modo per alcuni è stata una riscoperta, un signore del posto dopo aver ascoltato la vita del Santo mi ha detto commosso: “tu non puoi capire quante volte sono passato davanti questa casa e pur sapendo che vi era vissuto S. Carlo, io non la guardavo mai, non sono mai entrato, non l’ho mai salutato. Quanto me ne pento!”. Durante le visite ci sono momenti di riflessione personale, per breve tempo le vite di perfetti estranei si incontrano e si condividono emozioni. Come in vita S. Carlo da Sezze era cercato come consigliere da pontefici, principi, sacerdoti, ed umili popolani, così ora la sua casa natale è visitata da persone d’ogni rango come una sorta di ideale continuità con il passato. Tanti bambini erano incantati a sentire la sua storia, alcuni di loro hanno firmato in stampatello i loro nomi nel registro delle visite, hanno fatto tanta tenerezza. Tanti fidanzati e giovani coppie hanno voluto essere presenti, tante famiglie, tanti giovani e persone anziane si sono soffermate in preghiera. Domenica 19 Aprile è stata una giornata di forte spiritualità, una giornata speciale: la prima domenica in cui le spoglie mortali di S. Carlo da Sezze sono state nella nostra Città. Dott.ssa Maria Serafina VendittiCentro Studi S. Carlo da Sezze. |
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