Storia di Sezze

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Per informazioni, contattare il
Centro Studi "S. Carlo da Sezze"
via Piagge Marine, 39
04018 SEZZE (LT)
sancarlodasezze@sancarlodasezze.it

 

 

 

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STORIA DI SEZZE

 

Posizione e territorio
La leggenda
La storia
Dal medioevo ad oggi
Archeologia e arte
Personaggi famosi
 

 
Posizione e territorio
 
Sezze, ridente paese in provincia di Latina - da cui dista 20 km - è situata a m. 319 sul livello del mare. Occupa una superficie di kmq 101,38 ed ha 22.200 abitanti, che sono denominati setini. 
I comuni limitrofi sono: Roccagorga, Priverno, Pontinia, Latina, Sermoneta, Bassiano, Carpineto Romano. Grazie alla sua posizione il clima è mite d'inverno e fresco d'estate. 
 
Sezze sorge su uno dei sistemi collinari che si distaccano dal monte Semprevisa (cima più alta dei monti Lepini: m. 1535). Il paese occupa uno sperone del monte Trevi che si affaccia verso la pianura, dominandola, mentre all'interno il suo territorio digrada verso l'ampia, verde e fresca vallata di Suso.
 
Sezze occupa una posizione strategica sia rispetto agli altri insediamenti collinari, sia rispetto agli itinerari pedemontani e di pianura. Il suo nome è costantemente collegato alle vicende belliche che la impegnarono con i paesi confinanti. La dominanza di Sezze, un tempo espressa da torri e commerci, si conferma oggi nella maggiore densità demografica.
 
 

 

 
In campo culinario è apprezzata per gli ottimi carciofi, per alcuni squisiti piatti locali, come la zuppa di fagioli, e per l'ottimo pane casareccio ed i dolci del luogo, le paste di mandorle e di visciole.

 
La leggenda
 
 Le origini della città di Sezze si perdono nella leggenda. Come Fondi e la vicina Norba, Sezze vanta, quale progenitore, Ercole il cui mito di uomo invincibile è pari a quello di infaticabile fondatore di città. Dopo aver soggiogato la Spagna, Ercole venne in Italia per prosciugare una palude ed edificare città: Hercules devicta Hispania in Italiam immigravit, desiccatisque palutibus urbes quam plurimas condidit (ce lo dice Berossus, astronomo e storico caldeo del IV secolo a.C. e lo conferma Plinio il Vecchio). La palude era sicuramente quella pontina, poichè Ercole compì questa impresa subito dopo avere sconfitto i Lestrigoni, popolo che la tradizione fa risiedere nel basso Lazio. 
 
 
 
 
 
 
 
L'antico nome "Setia" si fa risalire etimologicamente a "Setis" le setole del leone Nemeo, (setis Nemeaei leonis) di cui Ercole si gloriava. In onore del fondatore i setini utilizzarono come simbolo della città  il bianco leone rampante, ucciso da Ercole, che regge tra gli artigli una cornucopia ricolma di frutti con attorno la scritta: Setia plena bonis gerit albi signa leonis “Sezze piena di beni porta le insegne del bianco leone”.
 
 
 

 
La storia
 
Al di là del mito, è certo che il territorio di Sezze fu abitato fin dalla preistoria: lo dimostrano alcuni reperti di varia natura, custoditi nel locale Antiquarium e a Roma nel Museo "Pigorini" della Preistoria  e Protostoria del Lazio. 
Nel lontano 490 a.C. Sezze fu assalita dall'esercito volsco, comandato dal patrizio romano ribelle Coriolano, nella guerra che questi aveva scatenato contro la patria. Sezze aveva per Roma una grande importanza strategica essendo una città latina nel territorio dei Volsci. 
Nel IV secolo a.C. Sezze, città latina, poco o niente toccata dalla già avvenuta invasione volsca è sicuramente una solida colonia romana: infatti, la prima notizia storica che ci è data da uno storico romano, Velleio Patercolo, narra che Sezze fu assoggettata da Roma, come tutte le città vicine, e divenne colonia romana nel 382 a.C. 
Una colonia, la cui importanza in un sistema latino-romano che si opponeva ai tentativi di penetrazione volsca predisposto dai romani, è rivelata dalle massicce mura poligonali che si possono vedere tuttora in più punti, e che è evidente dalla sua posizione strategica e commerciale a ridosso della via Pedemontana e della via Appia, le strade che collegavano Roma con le città e i popoli a meridione.  
Sappiamo che nel 340 a.C. Sezze guidò la rivolta contro Roma (soffocata nella battaglia di Trifano) dei latini che chiedevano uguali diritti politici. 
Per le sue fortificazioni e per la sua posizione isolata e fortificata Sezze fu scelta per custodire i prigionieri cartaginesi di guerra durante la seconda guerra Punica e da qui partì nel 198 a.C. (come narra Livio, un altro storico romano) la rivolta degli schiavi capeggiata da Spartaco, che minacciò la grandezza di Roma.
Durante la guerra sociale tra Mario e Silla, Sezze parteggiò per il perdente Mario e fu conquistata da Silla nell'82 a.C. ma non venne distrutta come accadde per la vicina Norba, segno forse di una capacità di trattare di diverso livello.
Quando, nel periodo imperiale, la pax romana ridusse la provincia pontina ad unità, Sezze visse una vita tranquilla e florida, segnata da un certo grado di benessere (era famosa per le sue ville) che le veniva dalla buona agricoltura e da una qualche fama dei suoi vini, lodati da Marziale (La pendula Sezze, protesa sulle paludi pontine/città piccolina manda botti di vecchio vino), Giovenale (Sezze che tu sia bella nessun lo nega. Lo dice il vento stesso che circondi/la forza con cui Roma il mondo piega è pari alla bellezza che tu espandi) e Cicerone.
Il periodo successivo alla caduta dell'impero romano non colpì particolarmente Sezze che dall'alto del suo colle poteva difendersi e, grazie alla sua agricoltura di pianura, garantirsi l'autosufficienza alimentare. E, infatti, non si registrano episodi di efferatezze e distruzioni che caratterizzarono altri paesi vicini nell'età delle bande greco-barbariche, né in quella successiva delle scorrerie saracene.
Nel 956, affrancandosi dalla amministrazione papale, si organizzò come libero comune dandosi usi e leggi proprie, fino a quando non fu conquistata dalle truppe della famiglia Caetani, che sottoposero la città per 12 anni a continui saccheggi finché non furono cacciati da una rivolta popolare.  
 
La pianura di Sezze fu al centro di un episodio di bonifica che è rimasto nelle cronache. Fu condotta da Lidano d'Antena, un monaco che sullo scorcio dell'XI secolo (forse tra il 1070 e il 1090) risanò una parte dell'acquitrino. Lidano che sarebbe salito alla gloria degli altari, divenendo il protettore di Sezze, creò un monastero ed una chiesa dedicata a Santa Cecilia (il monastero e la chiesa oggi sono del tutto scomparsi), ma anche un “cantiere”. Alla sua bonifica si riferiscono indubbiamente le voci che gli attribuiscono il miracolo di aver fatto tacere le gracidanti rane: un miracolo che, evidentemente, si ricollegava al prosciugamento dei pantani nei quali le rane prosperavano.
Questo episodio dimostra anche la forte interrelazione che Sezze ha sempre avuto col territorio di pianura, un territorio nel quale ora è insediata l’importantissima frazione dello Scalo, nata ai bordi della linea ferroviaria Roma-Napoli, matrice di pendolarismo, faticoso e produttivo.

 


 
Dal medioevo ad oggi
 
Il periodo medioevale caratterizzò Sezze per una sostanziale tranquillità, che le consentì di creare un forte nucleo storico, tuttora sopravvivente, ma che non la tenne lontana da scaramucce e da veri e propri episodi di guerra locale con i vicini paesi, sia per ragioni legate all’impantanamento dei territori di pianura, sia per questioni di confine coi paesi collinari. Scaramucce o veri e propri atti di guerra punteggiarono larga parte del Medioevo e le cronache locali registrano più di una volta solenni pacificazioni pubbliche fatte fra i rappresentanti di Sezze con quelli di Carpineto o di Bassiano o di Priverno o di Sermoneta.
Questa età ha conferito alla città la sua struttura fortemente caratterizzata dalla presenza di un reticolo viario che tende a convergere, attraverso successivi circuiti, verso la parte più alta del paese, l’attuale piazza De Magistris. Case addossate, strade acciottolate, vicoli e gradinate, arredi in pietra, scale esterne, cimase, qualche bifora continuano a ricordare un gusto architettonico che sempre più tende a scomparire sotto le continue modifiche odierne.
Sezze fu scelta come luogo di soggiorno da molti papi: Gregorio VII nel 1073, Pasquale II nel 1116, Lucio III che vi restò per circa un anno nel 1182.  
Nel 1656 la popolazione setina fu dimezzata sia a causa della peste che colpì l'Italia, sia per le continue scorrerie delle truppe spagnole e austriache.  
Nel 1690 a Sezze fu fondata l'Accademia scientifica letteraria degli Abbozzati, una delle prime in Italia.  
Nel 1798 Sezze come anche Roma fu occupata dai francesi, i setini però si ribellarono sterminando la guarnigione dimorante in città ed evitarono la sanguinosa vendetta dei francesi pagando una forte somma di denaro.  
Successivamente la città fece parte del regno d'Italia.  
Durante la seconda guerra mondiale i bombardamenti americani distrussero chiese e palazzi del centro storico. 
Dall'inizio del secolo al periodo fascista e dal dopoguerra ai nostri giorni i setini sono stati protagonisti nelle grandi lotte per l'emancipazione del mondo contadino e per la libertà.

 


Archeologia e arte  
Alla fine degli anni Ottanta, una campagna di scavi ha evidenziato la presenza di molti reperti risalenti fino all’VIII secolo a.C. Già nella preistoria, i dintorni di Sezze si distinsero per l’ottima posizione geografica: ciò è dimostrato dalla moltitudine di ritrovamenti di quell’epoca, nella zona. Parte dei reperti - collocati presso l’Antiquarium di Sezze ed esposti al Museo Pigorini di Roma - testimoniano che le grotte nei dintorni furono abitate in quel periodo.
Sezze, situata non lontano da una delle strade più famose dell’epoca, la via Appia, si rese famosa ben presto. Ciò è testimoniato dalla grande quantità di edifici romani di particolare rilievo nella zona, oggi abbandonati.  
Nell'Antiquarium Comunale (ospitato in un edificio medievale) si trovano due raccolte, una dedicata alla preistoria, l’altra all’età romana,  una pinacoteca ed un settore di reperti medioevali. La sezione preistorica, disposta su cinque sale, comprende reperti dal Paleolitico all’Età del ferro. La sezione archeologica comprende epigrafi, oggetti, utensili, cippi e un grande mosaico di circa dieci metri quadrati rinvenuto nel 1960 a Sezze nel sito della Curia romana. I reperti archeologici conservati  testimoniano la presenza dell'uomo in questa zona, fin dal tardo paleolitico. Quelli più significativi sono stati trovati in grotte situate sulle pendici delle colline: la grotta Iolanda, il riparo Roberto con graffiti raffiguranti cervi in fuga, l'Arnalo dei Bufali dove fu rinvenuto nel 1936 un disegno rupestre raffigurante una forma umana schematica a "fi" greca.  
 
I monumenti più importanti fuori dal paese sono :

 

 
seguendo la strada per Latina Scalo - in località Archi di San Lidano - una tomba romana chiamata "La Torre", i ruderi di un tempio probabilmente dedicato a Giunone  appartenente forse al IV secolo a.C. ma edificato su un santuario assai più antico, e i resti di un ponte romano del III-II secolo a.C. (i cosiddetti "Archi di San Lidano")
 

 

 

 
 
 
 
a est di Sezze Scalo, sulla statale 156 dei monti Lepini - andando verso Frosinone - alle pendici del monte Trevi, ben visibili dalla strada vi sono le sostruzioni di una grande villa rurale di età romana.
 
 Vi sono poi i ruderi del castello di Monte Trevi. Su questo monte (m. 505 s.l.m., a est di Sezze), ripido e strategicamente perfetto, si ergeva un classico complesso feudale (castello e case circostanti) risalente agli inizi del XIII secolo. Il possesso di questo castello passò di famiglia in famiglia nel corso degli anni, e fu anche conquistato da Ladislao, Re di Napoli, che lo riconsegnò al Papa solo dopo il pagamento di una forte somma di denaro. Vi sono pochi resti: le rovine delle antiche mura del castello e delle case. Sul finire del secolo XV i setini distrussero il feudo e si accanirono a "spianarlo" (ancora oggi a Sezze per indicare la distruzione completa di qualcosa si usa il detto "spianà Trevo"). Tanta ferocia si spiega nel fatto che gli abitanti del feudo e i mercenari che vi dimoravano spesso si dedicavano a scorrerie e andavano a derubare i setini.  
 
Nel territorio di Sezze, collinare e di pianura, sopravvivono alcune torri medioevali, la più interessante delle quali è certamente quella detta dell’Acquapuzza, dal sito in cui sorge, presso il quale c’è una piccola scaturigine di acqua sulfurea, in località Tufette. È una torre circolare in pietra, coronata al vertice da beccatelli. Fu edificata probabilmente nel XII secolo e appartenne a un feudatario che prese il nome dal luogo e che ebbe un ruolo autonomo rispetto ai vicini comuni.
 
La visita al nucleo storico è agevole, grazie all’impianto viario che consente di penetrare in ogni angolo, anche il più riservato. La parte più antica è testimoniata da ampi tratti delle robuste mura poligonali, che corrono lungo tutto il perimetro urbano: sono rappresentate, dove più dove meno, le quattro maniere costruttive. Altri tratti emergono nella parte più interna e alta del paese, dove un tempo sorgeva l’acropoli.
I tratti più vistosi, oltre a quelli che fanno da base a costruzioni medioevali, sono: una poderosa costruzione in opera quadrata bugnata comunemente denominata Tempio di Saturno, il cosiddetto Bastione, che formava l’apparato esterno di una struttura di deposito d’acqua, e un forte spigolo nella parte occidentale. Il tratto più esteso si può percorrere al di sotto della Chiesa di Santa Parasceve, alla Porta Pascibella, da dove si svolge una strada esterna che costeggia l’edificato poligonale.
L’ingresso al nucleo abitativo, avveniva attraverso quattro porte: la Porta Sant’Andrea, Porta Paolina (oggi Porta Gioberti), Porta Romana - detta anche Porta di Piano - e Porta Pascibella.
L’età medioevale ha lasciato a Sezze segni che purtroppo il tempo ha  fortemente modificato e a volte distrutto. 
 
Il simbolo più prestigioso è rappresentato dalla Cattedrale di Santa Maria è una costruzione di bianca pietra locale di stile romanico-gotico che risente delle influenze della scuola cistercense delle vicine Fossanova e Valvisciolo. 
Altre costruzioni religiose sono:
  • la Chiesa dì Santa Parasceve, a Porta Pascibella, risalente all’XI secolo, appoggiata su mura poligonali e fortemente modificata;
  • la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo che risale al XVII secolo, nella parte alta del paese, dirimpetto allo storico Palazzo De Magistris, oggi restaurata sede del Comune. Della stessa epoca è il Seminario - già fiorente Collegio della Compagnia di Gesù - che in passato era uno dei più importanti del Lazio;
  • la sontuosa chiesa di Santa Maria delle Grazie - detta anche degli "Zoccolanti" - il cui ampio e dominante comprensorio fu acquisito dal Comune ed è ora destinato a cimitero cittadino;
  • la chiesa di San Francesco annessa al Convento dei Cappuccini, successivamente trasformato in Colonia Agricola Pontina per gli orfani di guerra e di influenza, che oggi ospita il Liceo Classico Statale "Pacifici e De Magistris";
  • la chiesa di San Bartolomeo (conosciuta come Sant’Antonio), annessa al Convento dei Frati minori conventuali, trasformato nel 1873 in Ospedale Civile, oggi dedicato a S. Carlo da Sezze;
  • la chiesa rurale di Santa Lucia, nata come monastero di monache Benedettine, poi passato ai frati Carmelitani e quindi divenuto di proprietà del Capitolo dei Canonici della Cattedrale (1462);
  • il seicentesco monastero delle Clarisse di Santa Chiara, con una piccola chiesa coeva, ora divenuto di proprietà della Provincia.
   

 
Personaggi famosi di Sezze  
Caio Titinio, poeta romano I sec. a.C.
Caio Valerio Flacco, uno dei grandi poeti romani del I sec. d.C. autore del poema epico Gli argonauti che narra le imprese di Giasone alla conquista del vello d'oro.
Paolo Romano (1414-1471) scultore, autore della statua di S. Paolo a Castel Sant'Angelo in Roma e delle sculture dell'arco di trionfo di Alfonso d'Aragona del Castel Nuovo a Napoli.
S. Carlo da Sezze (1613-1670) il più grande scrittore mistico del Seicento, noto per i suoi lavori di teologia, pur essendo semianalfabeta.
Pietro Marcellino Corradini (1658-1743), servo di Dio, cardinale tra i più importanti del suo tempo, illustre giureconsulto e archeologo famoso.
Anacleto Della Gatta pittore vissuto nel XIX secolo appartenente alla corrente artistica dei "macchiaioli".
Giuseppe Turchi (1840-1895) famoso pittore ritrattista e decoratore, morto nella lontana Singapore mentre ne affrescava la reggia. Sezze conserva ancora alcune sue opere nell'Antiquarium comunale.

 

 

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